All my loving

                                                                                                                                       di Rosalia Catapano

 

 

Questo settembre è andata così.

Briciola ammalata, ogni giorno un po’ più stanca.

Ogni giorno più struggente la nostalgia per la sua giovinezza sfrenata e lontana.

Non posso fare molto per lei, se non starle vicina.

Rimango a casa, mi dedico a piccole faccende casalinghe.

Ascolto musica.

Vecchie canzoni dei Beatles.

Giorni sospesi.

Medicine e musica.

Ricordi e carne frullata.

Tempo che passa.

Nel mezzo di questi pensieri e di questa musica, seguendo la scia di vecchie, allegre, ridicole abitudini mi ritrovo a dare un nuovo, ennesimo nome a Briciola.

All my loving.

Inventare nomi per Briciola.

Un gioco durato quattordici anni.

Quando si ha un cane come Briciola, un cane fantasia (come li ha battezzati il mio amico Antonio che anche lui aveva un bellissimo cane fantasia di nome Pepe) è difficile limitarsi a un solo, banalissimo nome.

Un cane fantasia è così: un po’ da pastore, un po’ da caccia, un po’ da riporto, un po’ da punta, un po’ da guardia, un po’ semplicemente se stesso col suo personale miscuglio di geni, e di razze.

Il miscuglio da cui era stata generata Briciola era particolarmente esplosivo.

Con un miscuglio così ti vengono un sacco di nomi.

Una fantasia di nomi per un cane fantasia.

Nomi-filastrocca che inventavano, da bambine, Francesca e la sua amica Alessandra:

BRICIOLA-BASTARDINO-BRAVA-BUONA-BELLA-TUTTO-CON-LA-B

Marilyn, per il sex-appeal a cui nessun maschio poteva resistere.

Cane leghista, per l’avversione feroce nei riguardi degli extracomunitari lava-vetri e i vucumprà da spiaggia.

Cane della regina Elisabetta, per l’aspetto altezzoso, coda dritta, sguardo fiero, fatemi spazio che passo io.

Cane più bello del mondo, perché le zampette un po’ storte, l’aspetto tracagnotto apparivano a me, a Francesca, (a tutti?) come tratti di grande bellezza, così come erano, miscelati alla vivacità, all’allegria, a quelle orecchie e quella coda sempre in movimento, quasi “parlanti”.

Billy, come la chiamavano Davide e Adolfo, perché tutti coloro che l’hanno conosciuta e amata le hanno voluto dare un loro personale nome.

Baby-cane, da quando già dodicenne, per una necessaria tosatura, si è riscoperta giovanissima, spiritosissima e incredibilmente felice nel suo nuovo look, tanto che tutti per strada ci fermavano per sapere di che razza fosse quel cucciolo così carino.

Solo semplicemente B, tenera labiale che sa di bacio.

Dopo quattordici anni di nomi, nomignoli e cretinissimi giochi di parole, All my loving è diventato dolorosamente il nome definitivo, fatalmente esplicativo.

Letteralmente un commiato.

Con tutto il mio amore.

Con tutto il nostro amore.

Cara Briciola.

 

Briciola

Briciola